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L’interdipendenza delle città

 

Prosegue la preparazione delle Giornate dell’Interdipendenza 2009

 

“Partendo dalla base, dalla città come dimensione fondamentale della politica, potremo fornire esperienze, progetti, idee utili anche per rinnovare la politica mondiale, oggi indebolita da forti ingiustizie, dimostrando che è possibile l’unità nella diversità, un progetto politico condiviso pur nel rispetto del pluralismo, una società globale, ma fatta di mille preziose identità.” Chiara Lubich, 2 giugno2005, Rosario (Argentina)

 

complex_network.jpgNon si era ancora conclusa l’edizione 2008 e già, lo scorso 14 novembre, a Firenze, si definiva con gli altri promotori (Legambiente, Acli, Sant'Egidio, Focisv, Regione Toscana) l’obiettivo dell’appuntamento 2009: rileggere il tema dell’interdipendenza nelle sue coordinate generali, tracciando quasi un bilancio delle prime 4 edizioni.

 

A distanza di 5 anni dalla prima Giornata internazionale che si tenne a Roma l’11 e 12 settembre 2004, l’edizione 2009 punterà non tanto a considerare fattori e relazioni di interdipendenza versus una precisa area geopolitica del pianeta (com’è stato nel 2007 considerando la Cina e, nel 2008, l’Africa) o un altro nodo di particolare complessità (come l’Islam nel 2006), ma a comprenderne l’evoluzione nel pianeta attraverso le principali sfide di oggi: la crisi economica, la crisi ambientale, l’urgenza della pace.

 

Nei mesi successivi, ulteriori elementi hanno portato a definire la dimensione preminente di questa ricerca: le città, con i numerosi segni e significati di interdipendenza che si articolano al loro interno. Lo spazio urbano del terzo millennio, dunque, al centro delle sessioni tematiche; non solo le megalopoli che tante ricerche accademiche hanno messo sotto attenta osservazione, ma anche le città di piccola e media estensione, con la forza e la criticità del loro peso specifico, là dove la convivenza tra persone e gruppi, tra popoli e culture, affronta più da vicino le sfide dell’interdipendenza oggi.

 

La formula delle Giornate dell’Interdipendenza 2009, che avranno sede ancora una volta a Firenze il 29 e 30 ottobre prossimo, è quella già sperimentata: 3 sessioni seminariali, più un evento pubblico di apertura. Come sempre, l’iniziativa si rivolge, oltre ai giornalisti e agli operatori della comunicazione, anche ad animatori ed educatori, operatori di ong, amministratori locali, studenti e ricercatori del mondo accademico.

 

Temi delle 3 sessioni:

 

  • 1° sessione: interdipendenza e crisi economica
  • 2° sessione: interdipendenza e riconciliazione
  • 3° sessione: interdipendenza e crisi ambientale

 

Tra quanti porteranno il loro contributo, è stato invitato anche Benjamin Barber (politologo, Università del Maryland, USA), principale ispiratore delle Giornate dell’Interdipendenza, che lo scorso 11 maggio, intervenuto al Convegno “L’arte dello spazio comune” a Milano, ha affermato:

 

“Per la democrazia, andare oltre il concetto di Stato e le sue frontiere significa individuare un nuovo elemento fondante, un nuovo mattone costitutivo, che sia appropriato all’architettura civica di un mondo globalizzato. (...) Tutti i cittadini, a prescindere dai centri in cui abitano, devono essere adeguatamente rappresentati, ciò non toglie che le città possano scoprire di avere un ruolo speciale da giocare nella definizione dell’architettura della governance globale. Proprio le caratteristiche che le definiscono, il cosmopolitismo, la connettività, l’urbanità, la densità, il  multiculturalismo e la creatività, saranno i caratteri costitutivi delle nuove cosmopoli”.

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