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“Il Mediterraneo deve diventare un canale umanitario” dice alla MISNA monsignor Giancarlo Perego, il direttore della Fondazione Migrantes, dopo l’ultimo naufragio e le centinaia di vittime a largo delle coste libiche. Il primo impegno, che è necessario assolvere subito, è quello della ricerca e del soccorso. Non lasciando sola l’Italia, ma coinvolgendo l’Europa nel suo complesso. Perché, sottolinea monsignor Perego, i fondi ci sono e il diritto dei migranti a chiedere aiuto deve essere garantito. A tutti i costi, senza “discrezionalità”.

Monsignore, cosa dobbiamo fare?

“Anzitutto bisogna mettere in discussione Triton, la missione di pattugliamento dell’agenzia europea Frontex, del tutto inadeguata per fare del Mediterraneo un canale umanitario, a protezione delle migliaia di persone che continuano a fuggire. È necessario che oggi l’operazione italiana Mare Nostrum divenga europea. I paesi dell’Ue non possono giustificarsi sostenendo che costa troppo. In Europa i fondi ci sono. Se l’Italia ha potuto sostenere l’operazione per oltre un anno, certo lo possono fare i Ventotto. Guardando al nostro paese, poi, bisogna sottolineare che ha cominciato tardi a sviluppare una politica per i richiedenti asilo e i rifugiati. Oggi è fondamentale che il diritto alla protezione di chi fugge non sia più visto in modo discrezionale. Non si può subordinare il rispetto di questo diritto essenziale alle decisioni dei presidenti delle Regioni. Oggi la Sicilia accoglie un numero di migranti tre volte superiore rispetto a quanto non fa la Lombardia, la Puglia il doppio del Veneto”.

E nel lungo termine?

“Le istituzioni internazionali devono impegnarsi in azioni di pace nel Medio Oriente, in Siria, in Palestina, nel Nord Africa e nel Corno d’Africa. In queste regioni del mondo, in questi paesi nostri vicini, ci sono situazioni drammatiche di guerra. Serve un ‘Piano Marshall’ che favorisca la ricostruzione in Nord Africa e aiuti il Corno d’Africa. Il principio deve essere quello della cooperazione internazionale che torni a essere strumento di sviluppo secondo le linee indicate nella ‘Populorum Progressio’”.

C’è chi sostiene che per evitare nuove tragedie del mare bisogna impedire le partenze a tutti i costi. È d’accordo?

“Non ha senso pensare di fermare persone che fuggono. Bisogna semmai accompagnarle, garantendo il loro diritto fondamentale di chiedere aiuto. Negare questo vorrebbe dire negare la democrazia e la dignità delle persone”.

(Vedi anche notizia delle 8.29)

[VG]

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