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Parte nell’isola campana il primo tavolo di confronto che riunisce Terzo settore, diocesi ed enti locali con l’obiettivo di dare insieme una risposta alle varie forme di povertà presenti sul territorio.

Lotta alla povertà, inclusione sociale, promozione del Welfare: da anni il tema è nel dibattito pubblico, a volte si registrano dei passi in avanti – vedi la recente approvazione del reddito di inclusione (REI) – ma l’idea che sempre più si sta facendo strada è che vere misure di intervento efficaci, in questa direzione, si possono raggiungere solo se le forze in campo lavorano insieme. Pena, la dispersione e l’inefficacia degli sforzi fatti. Ne è stato un segnale, alcuni anni fa, la nascita dell’Alleanza contro la povertà, che riunisce realtà associative, sindacati e rappresentanze degli enti locali. Ne sono un segnale i vari tavoli di lavoro che nascono a livello locale, dove poi si gioca la vera partita, con le persone reali.

È stato così anche ad Ischia dove, lo scorso 30 novembre, si è dato vita al primo Tavolo per le povertà dell’ambito territoriale sociale di cui l’Isola – con i suoi 6 comuni, insieme alla vicina Procida – fa parte. Decidere di mettersi insieme, soprattutto là dove ci sono storicamente attriti o diversi modi di fare, non è mai semplice.

Ma “l’obiettivo principale è la condivisione” – spiega Agostino Mazzella, vicesindaco di Ischia e assessore alle Politiche sociali. “Mi accorgo – afferma – di come da un lato ci sono grossi bisogni, dall’altro c’è una qualche disponibilità di risposta a questi bisogni, come i voucher di solidarietà, ad esempio, mentre non ci sono sempre i canali di comunicazione tra queste due parti, tra i bisogni e la risposta. Scopo primario, quindi, di questo Tavolo, almeno nella fase iniziale, è di conoscere quello che ognuno fa, per potenziarci”.

L’appuntamento ha richiamato un centinaio di persone da tutta l’Isola, mentre chi doveva arrivare dalla terraferma – come don Peppino Gambardella, testimone a Pomigliano d’Arco con l’associazione Legami di solidarietà di un’assistenza dal basso a lavoratori cassaintegrati, lavoratori atipici, disoccupati e inoccupati – non è potuto arrivare a causa del mare mosso. È invece riuscita ad arrivare in extremis la segretaria provinciale della Cisl, Melicia Comberiati, che ha illustrato il nuovo reddito di inclusione sociale, in vigore a partire dal 1° gennaio. Con l’aiuto dei sindacati e di altre associazioni si cercherà di farlo conoscere il più possibile e di spiegare le modalità di accesso.

Le testimonianze del mondo ecclesiale e di laici isolani impegnati nelle varie attività post terremoto (in una catena alimentare, nella Mensa del Sorriso, nel centro di accoglienza degli immigrati o nella ludoteca per i bambini) e il dialogo con due comitati di Cittadinanza Attiva e Libera, hanno mostrato una società civile e una chiesa locale impegnate di fatto da tempo verso i soggetti più fragili.

partecipanti-al-tavolo-per-le-poverta-di-ischiaE poi un momento di confronto, dal quale far partire degli impegni reciproci. “L’abbiamo pensato come un classico tavolo di concertazione – spiega Mazzella – per cui abbiamo verbalizzato gli impegni che l’Ufficio di Piano, la Caritas, le associazioni, i sindacati, possono assumere e come possiamo migliorare le defaillance che ci sono, come la poca conoscenza e la conseguente dispersione degli interventi”. Il mare mosso, continua, ci ha costretti a lavorare più fra di noi, a smorzare gli attriti. Quello sulle politiche sociali è naturalmente un discorso che va avanti da anni e se stare gomito a gomito porta dei benefici, dall’altro i pregiudizi non mancano, c’è stato qualche tentativo di polemica…, ma ha vinto il senso di responsabilità reciproca”. Ad esempio c’è stato un convergere di intenti verso quella che in loco definiscono “emergenza psichiatrica”: si tratta di un passaggio di competenze nell’assistenza a persone con disagio mentale, da strutture di alta assistenza all’ambito sociale, che non è ancora del tutto attrezzato per far fronte alla richiesta. Per questo si è fatto un passo avanti insieme: ci sarà il coinvolgimento della Asl, che metterà a disposizione una struttura residenziale intermedia, mentre il comune si adopererà per realizzare un gruppo appartamento come nuova forma di inserimento sociale. In questo modo, tutti potranno sentirsi dalla stessa parte.

Il sindaco, Vincenzo Ferrandino, ha chiesto di istituzionalizzare il lavoro del Tavolo, che si riunirà due volte l’anno. “Ma la concertazione non finisce qui”, afferma Mazzella: “C’è ancora il mondo imprenditoriale da coinvolgere, stavolta assente, ma con il quale dovremo fare un passaggio intermedio”. Se il REI, infatti, ha la caratteristica di non erogare solo un contributo in denaro, ma di coinvolgere la persona o il nucleo familiare in un progetto di inserimento lavorativo, di certo le imprese non possono mancare. Ad Ischia si tratta soprattutto degli albergatori e delle grandi catene di distribuzione: “Vorremmo fare questo scatto virtuoso coinvolgendo anche loro in questa rete – che già comprende l’Ambito territoriale, Chiesa, Asl, Inps, Terzo settore – e sperimentare così un livello di Welfare davvero innovativo come si fa nel nord Europa. Solo così –  conclude Mazzella – possiamo far funzionare il REI. Se riusciamo su una piccola isola come questa, a fare sistema, il gioco è fatto”.

Obiettivo, quindi, centrato e al tempo stesso sempre da costruire: accettare l’idea che “leggi e uffici” da una parte e “volontari, chiesa, sindacati” dall’altra, sono tutti al servizio della persona. Ed è qui, di fronte alla persona, che le due dimensioni possono incontrarsi.

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