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Mentre sabato le donne dell’opposizione hanno inscenato una affollata manifestazione, il papa scrive ai vescovi locali: «Costruire ponti»

Venezuela donne

Sabato la reiterata e infinita manifestazione contro Maduro e il suo governo ha visto una novità: hanno sfilato le donne del Paese, le donne dell’opposizione, le donne che per i prossimi quattro mesi non avranno il pane da mettere in tavola, le donne che non cessano di ricordare al presidente chavista che non si può abbandonare un Paese all’inarrestabile declino economico senza far saltare i fondamentali della democrazia.

Il muro contro muro continua. Ma il Vaticano non demorde nella sua linea, leggermente discosta da quella della Conferenza episcopale locale, che ha ormai preso partito in modo esplicito per l’opposizione, in particolare per quel Mud (Tavolo dell’unità democratica) che raggruppa una sessantina di sigle contrarie al presidente. Papa Francesco ha di nuovo scritto ai vescovi venezuelani con parole forti: «I gravi problemi del Venezuela si possono risolvere se c’ è la volontà di costruire ponti, di dialogare seriamente e di portare a termine gli accordi raggiunti. Vi esorto a continuare a fare tutto il necessario per rendere possibile questo difficile cammino».

In parole povere, il papa dice che, anche se non sembra vi siano più spiragli di mediazione tra un governo arroccato in difesa dei suoi privilegi e di un chavismo che sta perdendo pezzi sotto i colpi della gravissima crisi economica, bisogna continuare a mediare, a cercare di mettere attorno allo stesso tavolo governo e opposizione per riuscire a stabilire un calendario elettorale e il ristabilimento della legittimità costituzionale, per evitare l’implosione del Paese. Il Vaticano sa che il muro contro muro potrebbe continuare a lungo, ma sa anche che non c’è alternativa al versamento di altro sangue e a una escalation delle forme dittatoriali. Anche se l’opposizione ormai vuole la testa di Maduro, come condizione preventiva ad ogni altra trattativa, la nuova sortita della mediazione vaticana si spera possa portare frutto, vista la totale impasse nel quale si trova il Paese. Non per niente il papa aggiunge nel suo messaggio: «Sto seguendo con grande preoccupazione la situazione dell’amato popolo venezuelano (…) con profondo dolore per gli scontri e la violenza di questi giorni, che hanno provocato numerosi morti e feriti, che non aiutano a risolvere i problemi ma provocano solo ulteriore sofferenza e dolore».

Di Michele Zanzucchi

Fonte: Cittanuova.it

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